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Giovanni Caronia e le sue api

Giovanni Caronia è un apicoltore per vocazione.
A un certo punto della sua vita ha capito che “giocare con le api” poteva essere qualcosa di più di un hobby della domenica. E che fosse più divertente che insegnare ai ragazzi a far di conto. Quindi lascia l’insegnamento e si dedica a tempo pieno all’apicoltura.
Sono passati 22 anni da allora e oggi i numeri dell’azienda farebbero invidia a qualsiasi multinazionale: 160 “sedi” dislocate sul territorio e circa 10 milioni di “operaie” che lavorano a tempo pieno.
Tranquilli, stiamo parlando di arnie e di api. Giovanni Caronia si considera, infatti, un piccolo apicoltore, ma con vocazione, come abbiamo detto all’inizio. Questa per noi è tutta la differenza. Perché Caronia non si limita a produrre il miele, ma gli piace dilettarsi anche con gli sciami per l’impollinazione nelle serre, produce propoli, polline, pappa reale e cera, quella vera.
E regine. Api, naturalmente.
È impegnato anche nelle azioni di salvaguardia e tutela dell’ape siciliana, la sottospecie della più comune apis mellifera che mai come in questi ultimi anni subisce gravi minacce di estinzione (per approfondire la campagna di Greenpeace clicca qui).
Non facciamo fatica a pensare che tutta la severità che gli è propria viene applicata alla produzione del suo miele, sia nella qualità intrinseca del prodotto sia anche nella corrispondenza tra etichetta e contenuto. Si fa presto a dire miele di castagno o di cardo, ma in realtà non è così facile individuare la giusta composizione del fiore e ancora più difficile parlare di gusto uniflorale.
Per questo Giovanni Caronia degusta, sceglie e seleziona a ogni stagione il miele che ritiene più accattivante per proprietà organolettiche, riportandole fedelmente in etichetta.
Tuttavia, malgrado i numeri elencati sopra, la sua produzione non è infinita. Giovanni Caronia, nonostante la cospicua domanda, si ostina a commercializzare esclusivamente i mieli di sua produzione per garantire l’assoluta qualità di ogni vasetto dorato.
Come dargli torto.

 

La sua produzione:

Miele millefiori, con prevalenza di Eucalyptus e Melata
Caratteristiche organolettiche: odore di dolci caramellati. Aroma intenso, di frutta cotta, di tabacco, di foglie secche in autunno, con una punta di liquirizia, appena maltato e proteico. La melata è la parte zuccherina della linfa delle piante che gli insetti parassiti espellono inutilizzata. Le api la raccolgono e la trasformano nel miele di Melata.

Miele da fiori di sulla
Caratteristiche organolettiche: odore di debole intensità, di tipo vegetale, di erba appena tagliata. Sapore normalmente dolce. L’aroma, simile all’odore, ha in più una nota morbida, rotonda, che ricorda il torrone; leggermente vanigliata; mediamente persistente.

Miele da fiori di cardo
Caratteristiche organolettiche: profumo intenso di fiori recisi, di gigli. Sapore normalmente dolce, appena acidulo e astringente. L’aroma, mediamente persistente, è subito floreale-fruttato, quindi termina con una tipica nota animale.

Miele da fiori di Eucalyptus
Caratteristiche organolettiche: odore di media intensità, di tipo vegetale, leggermente proteico: richiama i funghi secchi, il dado da brodo. Sapore normalmente dolce. L’aroma, più intenso dell’odore, ha qualcosa di caramellato e ricorda la panna cotta; è mediamente persistente.

Miele millefiori, con prevalenza di ailanto, rovo, cardo
Caratteristiche organolettiche: odore intenso fruttato, di uva sultanina, di frutta molto matura. Sapore normalmente dolce. Aroma più fine dell’odore: floreale-fruttato, un po’ caramellato, ricorda la lavanda, le caramelle ai frutti di bosco.