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Cambiare il sistema

Allievo di Don Milani, fondatore e coordinatore del "Centro Nuovo Modello di Sviluppo" di Vecchiano (Pisa), Francesco Gesualdi è uno studioso militante, unanimamente riconosciuto come il padre del consumo critico in Italia. Una recente antologia edita da Altreconomia - "Cambiare il sistema" il titolo - consegna ai lettori, per la prima volta, un corpus organico dei suoi "classici", completati da uno scritto inedito e dall'appassionata introduzione di Lorenzo Guadagnucci, il quale tratteggia, attraverso la descrizione del Centro, un carattere peculiare della vita e della prassi politica di Gesualdi, una sobrietà che è sì stile di vita soggettivo ma anche modello sociale possibile e necessario: "Chi arriva al Centro nuovo modello di sviluppo a Vecchiano, a due passi da Pisa, si aspetta qualcos'altro: sa di raggiungere la sede di una combattiva organizzazione [che] ha lottato, spesso con successo, contro potenti multinazionali, ha schedato centinaia di aziende mettendone in luce i comportamenti scorretti e vessatori, ha formato centinaia di attivisti. Ci si immagina [...] un laboratorio di miltianza molto specializzato. Invece no. In via della Barra 32 [...] c'è un casamento lungo lungo [...] e nessuna insegna. Niente fa pensare che nella stanza grande al pianterreno [...] siano state pensate e condotte le battaglie contro la Del Monte e la Chicco, o che in questi ambienti essenziali siano state ideate e realizzate le storiche Guide al consumo critico. Eppure il Centro [...] dimostra che è possibile fare grandi cose anche rimanendo ai margini, fisici e simbolici, del sistema dominante".  La prospettiva politica di Francesco Gesualdi emerge chiara dai suoi scritti: bisogna capovolgere un mercato "tiranno" alimentato dalll'idelogia delle "magnifiche sorti e progressive" della crescita perpetua; bisogna rifondare l'economia pubblica, organizzare il "fai-da-te" e il lavoro comunitario e raggiungere così il "benvivere" di tutti e di ciascuno. Obiettivi che possono essere conseguiti coniugando comportamenti "individuali" orientati alla sobrietà e al consumo critico con la partecipazione politica diffusa, che nasce "dal basso", dai movimenti reali e perciò capace di "cambiare le regole". Una prassi che muova dal quotidiano per raggiungere una "base comune", un nuovo sistema che prevalga sull'interesse singolo. Un'utopia che si fa progetto visibile e incisivo.

La scheda del libro nel sito di Altreconomia.